50 sfumature di Universo: alla scoperta dei colori nascosti del cosmo

L’universo è davvero così nero come sembra? O forse è il Christian Grey del colore, e noi siamo troppo timidi per vedere le sue mille sfumature? In effetti, l’universo è una sorta di “trip cosmico” di colori, ma purtroppo i nostri occhi non sono equipaggiati per percepirne tutta la magnificenza.

Ma niente paura, come in una storia d’amore complicata, ci pensano gli astronomi a rivelarci ciò che non vediamo con i loro telescopi superpotenti. Pensiamo alla luce come onde che viaggiano nello spazio. A seconda della lunghezza di queste onde, vediamo diversi tipi di luce. Il nostro occhio è limitato allo spettro visibile, cioè a quella piccola fetta di luce che va dal viola al rosso. Ma ci sono lunghezze d’onda più corte (raggi X, ultravioletto) e più lunghe (infrarossi, onde radio) che possiamo solo “intendere”, ma non percepire.

Ecco dove entrano in gioco i telescopi, che possiamo considerare come occhi super-dotati. Questi strumenti riescono a vedere qualcosa che noi non possiamo, come nebulose, stelle in formazione, buchi neri e galassie lontane. Ma attenzione: quando guardiamo le immagini che ci arrivano dallo spazio, non stiamo vedendo “fotografie” reali. La prima impressione che otteniamo è sempre in bianco e nero, e sono gli astronomi che, con un po’ di “magia” tecnologica, assegnano colori alle lunghezze d’onda che i nostri occhi non possono catturare. E sì, quelle immagini spettacolari che vediamo sono spesso “falsi colori”, creati per renderci visibili le sfumature di radiazione non percepibili.

Ma, attenzione, non tutti i colori che vediamo sono inventati. Alcuni sono reali, o quasi. Quando osserviamo un corpo celeste che emette radiazioni che possiamo vedere, come una stella che brilla nel nostro spettro, vediamo colori “veri”, o almeno che rispecchiano abbastanza da vicino ciò che sarebbe percepibile. Ma se il corpo celeste emette radiazioni in una parte dello spettro che non vediamo (come i raggi X o gli infrarossi), allora entrano in scena i “colori falsi”. E qui la cosa si fa interessante.

Il colore non è solo estetica. Ogni colore ci racconta una storia. Marte è rosso perché la sua superficie è piena di ossidi, mentre le stelle blu sono giovani e quelle rosse più vecchie. Un corpo che si avvicina a noi potrebbe apparire più “azzurro”, mentre uno che si allontana si farà più “rosso”. E quando vediamo una nebulosa, i colori sono come le etichette di una mappa spaziale: l’idrogeno brilla di rosso, l’ossigeno si tinge di blu e lo zolfo… beh, lo zolfo è verde, perché… perché sì, l’universo ha senso dell’umorismo, e l’alternativo non è mai fuori posto.

I buchi neri, quelli misteriosi e affascinanti, vengono rappresentati in una palette di arancioni e gialli. Ma non lasciatevi ingannare: i buchi neri non sono colorati come un tramonto, ma queste “sfumature” ci parlano della radiazione che emettono, di come la materia si comporta intorno ad essi.

Quindi sì, che siano colori reali o creati artificialmente, l’universo è un’opera d’arte in continua evoluzione. È un grande
party cosmico, dove ci sono luci naturali (stelle e pianeti) e altre che gli astronomi “accendono” per farci vedere quei dettagli che altrimenti ci sfuggirebbero (come nebulose, buchi neri e galassie lontane).

In conclusione, gli astronomi non inventano i colori, li traducono per noi. Perché, alla fine, la domanda è: chi è il vero Christian Grey dell’universo? Gli astri o chi ci aiuta a vederli in tutta la loro, meravigliosa, complessità? Ma, come in tutte le storie complicate, la risposta è… dipende dai gusti. Preferite l’intrigo del genio creativo o l’abilità di chi riesce a fare
brillare ogni dettaglio?