Colore e scienza: la percezione visiva e la teoria del colore
Il colore non è semplicemente una proprietà fisica degli oggetti, ma un fenomeno complesso che nasce dall’interazione tra la luce, l’oggetto che riflette o assorbe la luce e la percezione visiva dell’occhio umano. La scienza del colore è un campo che esplora come vediamo e interpretiamo i colori, le loro proprietà fisiche e come il nostro cervello li elabora. In questo articolo, esploreremo i fondamenti scientifici del colore, dalla teoria della luce alla percezione visiva.
La luce e la teoria del colore
Alla base della percezione del colore c’è la luce. La luce bianca, che percepiamo come una miscela di tutte le lunghezze d’onda dello spettro elettromagnetico visibile, può essere separata in una gamma di colori attraverso un prisma. Questo fenomeno fu studiato da Isaac Newton, che nel 1666 dimostrò che la luce bianca è composta da una serie di colori, visibili quando la luce passa attraverso un prisma. Questi colori corrispondono a lunghezze d’onda specifiche della luce, che vanno dal rosso (lunghezza d’onda più lunga) al violetto (lunghezza d’onda più corta).
Secondo la teoria di Newton, i colori primari che costituiscono lo spettro sono rosso, verde e blu, che combinati in varie proporzioni possono produrre una vasta gamma di colori. Questo principio alla base della sintesi additiva è essenziale per la produzione dei colori sui display elettronici, come quelli dei televisori o degli schermi dei computer.
La percezione del colore nell’occhio umano
Quando la luce colpisce un oggetto, esso assorbe alcune lunghezze d’onda e ne riflette altre, che arrivano ai nostri occhi. La percezione del colore è quindi il risultato di come la luce riflessa viene interpretata dal nostro sistema visivo. Gli esseri umani possiedono tre tipi di coni, cellule sensoriali specializzate nell’elaborazione della luce, ognuna sensibile a un range di lunghezze d’onda specifiche:
• Coni sensibili al rosso (L-coni)
• Coni sensibili al verde (M-coni)
• Coni sensibili al blu (S-coni)
Questi tre tipi di coni permettono la visione tricromatica, che è alla base della nostra capacità di percepire una vasta gamma di colori. L’informazione proveniente da questi coni viene inviata al cervello, che interpreta le differenze nelle lunghezze d’onda come colori diversi.
La teoria dei colori: sintesi additiva e sottrattiva
La sintesi additiva riguarda la creazione di nuovi colori unendo diverse lunghezze d’onda di luce. È il processo utilizzato nei display elettronici e nelle luci a LED. I tre colori primari della sintesi additiva sono rosso, verde e blu (RGB). Quando questi colori vengono combinati in diverse proporzioni, si ottengono altri colori, come il bianco quando tutti e tre i colori primari sono mescolati in eguale misura.
Al contrario, la sintesi sottrattiva riguarda il mescolare pigmenti o coloranti, come nel caso delle pitture. In questo caso, i colori primari sono ciano, magenta e giallo (CMY). Quando i pigmenti vengono mescolati, assorbono (o sottraggono) diverse lunghezze d’onda della luce, producendo vari colori. La sintesi sottrattiva viene utilizzata nella stampa a colori, dove si combinano ciano, magenta e giallo per creare altri colori, mentre l’aggiunta del nero (CMYK) consente di ottenere tonalità più scure.
Il colore nel mondo naturale: pigmenti e riflessione della luce
Nel mondo naturale, i colori che vediamo sugli oggetti sono dovuti a come i materiali riflettono, rifrangono e assorbono la luce. Ad esempio, le piante sono verdi perché la clorofilla, il pigmento principale nella fotosintesi, assorbe la luce rossa e blu, riflettendo la luce verde. Il cielo appare blu per un fenomeno chiamato scattering Rayleigh: quando la luce solare interagisce con le molecole nell’atmosfera, la luce blu viene diffusa più di quella rossa, dando al cielo il suo colore caratteristico.
Colore e visione dei colori: dal daltonismo alla tetrachromia
La percezione del colore non è universale tra gli esseri umani. Una delle condizioni più conosciute è il daltonismo, un difetto visivo che rende difficile distinguere tra alcuni colori, in particolare il rosso e il verde. Il daltonismo è dovuto a una mutazione genetica che impedisce il corretto funzionamento di uno o più dei coni nell’occhio. Si stima che circa il 8% degli uomini e l’1% delle donne soffrano di questa condizione.
Al contrario, alcune persone hanno una condizione chiamata tetrachromia, che consente di percepire un quarto colore. Questa condizione è rara e avviene quando una persona ha quattro tipi di coni sensoriali invece dei consueti tre. Le tetraplogie sono in grado di distinguere sfumature di colore che sono impercettibili per la maggior parte degli altri esseri umani.
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La scienza del colore è un campo affascinante che abbraccia la fisica della luce, la biologia della percezione visiva e le leggi della sintesi dei colori. La comprensione dei meccanismi alla base del colore ci consente di apprezzare meglio la sua importanza in tutte le sfere della vita, dall’arte alla tecnologia, fino alle applicazioni quotidiane come il design e la pubblicità. La percezione del colore è, infatti, un processo complesso e ancora in evoluzione, che continua a stupirci ogni giorno.

